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Knowing IBBIB Lingua – translations and copywriting

About us

Ibbib Lingua offers you translation services in 4 different languages: Dutch, English, Italian and Indonesian. We offer copywriting  in 3 different languages: Dutch, English and Indonesian. The world is getting smaller by the second. In the beginning of the 90’s, many products and services have been written in English. Since the globalization of the world, many consumers like to get the information in their own languages, to get accurate information about the product and services.

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Language is the key to conect with the world. Unfortunately we don’t speak the same language. Even if the main language of this world is English most people have more comprehension of their own mother language. Thats why IBBIB Lingua offers you to connect with the world. With suitable prices and accurate and fast translations.

IL TURISMO SOSTENIBILE

Che cosa è il turismo sostenibile? Detto in breve il turismo sostenibile è la presenza di strutture e servizi turistici realizzati in modo tale da non distruggere il panorama, il mare e l’ambiente. Il turismo sostenibile privilegia l’alloggio dei villeggianti nell’entroterra (almeno due chilometri dal mare) lasciando intatta la costa allo stato naturale. l villeggianti possono raggiungere il mare in pullman, in bicicletta e godersi il mare senza opere in cemento nelle vicinanze.

Il turismo sostenibile fa risparmiare sulla spesa per le vacanze. Facciamo qualche esempio. Piuttosto che ricercare costosi alloggi a pochi metri dal mare siamo andati alla ricerca di case in affitto nell’entroterra a 4-5 km dal mare. Costano decisamente meno; in genere sono appartamenti altrimenti chiusi posti al secondo piano delle case di proprietà dei cittadini residenti. Recarsi al mare in auto o in bicicletta immersi nella natura di una strada provinciale, senza traffico e per pochi chilometri, è sicuramente piacevole se la meta di destinazione è una spiaggia libera poco affollata. Affittare una casa per l’estate nell’entroterra delle località di mare rappresenta una forma di reddito per cittadini del luogo favorendo lo sviluppo sostenibile della zona.

Un’alternativa all’affitto è l’agriturismo o i campeggi privi di pesanti strutture in cemento, localizzati ad una distanza accettabile dalle spiagge.

Il turismo sostenibile è un’opportunità di reddito per i cittadini del luogo. Le spiagge italiane sono una fonte di reddito e un valore economico per tutti. Distruggerle non avvantaggia nessuno. Il turismo sostenibile protegge le spiagge e fornisce un reddito ai cittadini residenti nell’entroterra sia mediante l’affitto degli alloggi privati come residenze estive sia come crescita del giro dí affari nell’indotto commerciale.

Con il turismo sostenibile e la crescita della ricchezza distribuita tra le popolazioni residenti aumenterebbe anche la richiesta di nuove costruzioni senza il rischio di distruggere la bellezza delle coste da cui dipende l’afflusso turistico nella zona. Si chiede semplicemente di evitare di costruire sulla costa. E’ inutile e dannoso costruire sulle spiagge o nelle vicinanze mettendo a rischio l’afflusso turistico dell’intera area. In conclusione qualsiasi opera in cemento che non rispetta la legge danneggia gli interessi di tutti.

Durante i mesi estivi non è necessario prendere l’aereo per farsi un bagno a mare a 7.000 km dí distanza da casa. Queste spiagge ancora allo stato naturale esistono anche in Italia. Il meridione italiano è ancora ricco di spiagge da proteggere e da custodire così come si trovano.

 

 

 

THE SUSTAINABLE TOURISM

What is sustainable tourism? In short, sustainable tourism is the existence of touristic structures services realized in a way that don’t demolish the landscape, the ocean and the environment. Sustainable tourism privileges accommodation of the holidaymakers in the backcountry (at least two kilometers from the sea) leaving the coast naturally intact. The holidaymakers can travel to the beach by bus, by bicycle and they can enjoy the beach without concrete buildings nearby.

Sustainable tourism saves costs for the holidays. For example, rather than re-searching expensive accommodations a couple of meters from the beach, we went to re-search rental houses in the backcountry about 4- 5 kilometers from the beach. It is certainly low cost; in general those are otherwise closed apartments at the second floor of the houses of the local citizens. Going to the beach by car or by bicycle absorbed in the nature of the main street, without traffic jam and for only a couple of kilometers, is for sure enjoyable if the destination is a free uncrowded beach. To rent a house for the summer in the backcountry of beach localities represents a form of income for the local citizens supporting the sustainable development of the area.

Another way to rent a house is the holiday farm or camping’s lacking heavy concrete structures, located at an adequate distance from the beach.

The sustainable tourism is an opportunity of income for the local citizens. The Italian beaches are a source of income and an economic value for everyone. Demolishing it isn’t a benefit for nobody. Sustainable tourism protects the beaches and offers an income to the resident citizens in the backcountry, both through renting the private accommodations like summer residents and growing business in the related commercial sectors.

Sustainable tourism and the growing wealth distributed between the resident populations would increase also the request of new constructions without the risk of demolishing the beauty of the coasts on which depend the touristic flow of the area. It asks simply to avoid building on the coast. It is useless and damaging to build near or on the beach and put at risk the touristic flow of the whole area. In conclusion, any concrete buildings that don’t respect the law will demolish the interests of everyone.

During the summer months it is not necessary to take the airplane to take a bath on 7000 km from home. These beaches, still in the natural condition, exist also in Italy. The southern Italy is still rich of beaches to protect and to safeguard as they are found.

 

IL LAVORO MINORILE

La difficoltà o l’impossibilità di andare a scuola e ricevere un’istruzione adeguata e la povertà sempre più diffusa sono alla base del lavoro precoce e dello sfruttamento lavorativo di milioni  di bambini e bambine nel lavoro minorile.

 

Per lavoro minorile si intende il lavoro svolto da minori al di sotto dei 15 anni di età.

 

Si stimano 218  milioni i minori lavoratori nel mondo fra i 5 e i 17 anni, di cui 126 milioni coinvolti in lavori pericolosi e 120  milioni sono impiegati a tempo pieno, una cifra difficilmente valutabile perché  si tratta molto spesso di lavoro sommerso, al di fuori dell’economia ufficiale.

 

In Italia, in mancanza di dati esaustivi e aggiornati, si fa riferimento a ricerche che fra i 144 mila  e i 500 mila di età compresa fra i 10 e i 14 anni, i minori costretti a lavorare precocemente e vittime di sfruttamento economico.

 

Bisogna in ogni caso fare attenzione ad interpretare queste cifre.  All’interno della più grande categoria è possibile distinguere tra attività economiche lecite che non violano i diritti del bambino, e lo sfruttamento che si traduce in estreme violazioni dei diritti che comprendono schiavitù, prostituzione e sfruttamento in attività illecite e conflitti armati.

 

La povertà è spesso la causa principale del lavoro dei minori ed è evidente come molti ragazzi e ragazze siano costretti a lavorare per contribuire al loro sostegno e a quello della propria famiglia.  Ciò va di pari passo con l’impossibilità di accedere ad un’istruzione scolastica adeguata.  In molti casi i ragazzi e la ragazze lavorano perché non ci sono scuole da frequentare o perché il sistema educativo non è di qualità nè in grado di dare risposte  alle loro necessità di sopravvivenza.  Inoltre l’atteggiamento negativo e la mancanza di preparazione  degli insegnanti, nonché gli abusi nella scuola sono altri fattori che contribuiscono a far si che i ragazzi e le loro famiglie considerino il lavoro una valida alternativa all’educazione.  Infine disuguaglianze strutturali, basate su genere,  ceto sociale, religione e disabilità, sono elementi che possono determinare sia il tipo di lavoro che l’impegno lavorativo dei bambini.

 

The child labour

The difficulty or impossibility to go to school and to receive a proper education and the poverty which gets more common are on the base of precocious work and the mistreatment at work of millions of children in child labour.

 

Child labour means jobs carried out by minors under the age of 15 years old.

 

There are estimated 218 million child workers in the world between 5 and 17 years old, of which 126 million get involved in dangerous jobs and 120 million are employed full time, a number difficultly assessable because it concerns very often unofficial work, outside of the official economy.

 

In Italy, in lack of complete and updated data, they make reference to investigations that between 144 thousand and 500 thousand between the age of 10 and 14 years old, the minors forced to work precociously and the victims of the economic mistreatment.

 

In any case it is necessary to give attention to interpret this numbers. Inside of the biggest category it is possible to distinguish between legal economic activities that don’t violate the rights of the child, and the mistreatment which results in extreme violation of the rights including slavery, prostitution and mistreatment in illegal activity and armed conflicts.

 

Poverty is often the principal reason of child labour and it is evident because a lot of boys and girls are forced to work to contribute their own support and that of their own family. That means an equal step with the impossibility to access an appropriate school education. In many cases the boys and girls work because there aren’t schools to attend or because the education system is not of high quality and not able to give answers to their needs for survival. Besides the bad attitude and the lack of preparation from the teacher, as well as the abuse at school are other factors that contribute that the boys and girls and their families consider work as a valid alternative to education. In the end the structural differences, based on gender, social class, religion and disability, are elements that can determine both the type of job and the task of the work of the children.

 

Universali e Indivisibili

I diritti umani, la democrazia e i principi dello Stato di diritto sono valori fondamentali dell’Unione europea. Tali valori già saldamente ancorati nel trattato istitutivo, sono stati rafforzati grazie all’adozione di una Carta dei diritti fondamentali. I paesi che intendono aderire all’Unione europea sono tenuti al rispetto dei diritti umani, come pure i paesi che con l’UE hanno concluso accordi commerciali o di altro genere. L’Unione europea considera i diritti umani universali e indivisibili. La politica dell’Unione europea in materia di diritti umani è incentrata sui diritti civili, politici, economici, sociali e culturali. È inoltre volta a promuovere i diritti di donne e bambini, nonché quelli delle minoranze e degli sfollati.

Nel quadro del programma comunitario per l’occupazione e la solidarietà sociale (PROGRESS), l’UE finanzia un’ampia gamma di attività destinate a combattere il razzismo e la xenofobia all’interno dei suoi confini. Quasi un quarto della dotazione complessiva di 743 milioni di euro per il periodo 2007-2013 è destinato alla lotta alle discriminazioni. L’UE ha inoltre recentemente istituito un’Agenzia per i diritti fondamentali.

Per promuovere i diritti umani in tutto il mondo, l’UE finanzia lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR). Con una dotazione finanziaria di 1,1 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, tale strumento colloca il rispetto dei diritti umani e la democrazia in un contesto globale e si concentra su quattro settori: consolidamento delle strutture democratiche, buon governo e Stato di diritto abolizione della pena di morte nei paesi dove è ancora in vigore lotta alla tortura attraverso misure preventive e repressive lotta al razzismo e alle discriminazioni attraverso la garanzia del rispetto dei diritti civili e politici.

 

Universal and Indivisible

The human rights, the democracy and the principles of the constitutional state are fundamental values of the European Union. Such values which are already solidly anchored in the established agreement are strengthened thanks to the adoption of a charter of the fundamental rights. The countries that intend to participate in the European Union are maintained to respect the human rights, also like the countries that have settled commercial agreements or of other types of agreements with the EU. The European Union considers the human rights as universal and indivisible. The politics of the European Union in matters of human rights are based on civil-, political-, economic-, social- and cultural rights. Furthermore, it is also a time to promote the rights of women and children, as well as those of minorities and dispersed.

In the framework of the community program for employment and the social solidarity (PROGRESS), the EU finances a wide range of destined activity to battle racism and xenophobia inside its borders. Almost a quarter of the total endowment of 743 million euro for the period of 2007- 2013 is intended to fight discrimination. The EU has moreover recently established an Agency for the fundamental rights.

 

To promote human rights in the whole world, the EU finances the European Instrument for Democracy and Human Rights (EIDHR). With a budget of 1,1 billion euro for the period of 2007- 2013, certain instrument places the respect of human rights and the democracy in a world context and concentrates on four areas: stabilization of the democratic structure, rightful government and constitutional state, abolition of the death penalty where it is still effective, fight torture through preventive and repressive measures and fighting racism and discrimination through the guarantee of the respect of civil and political rights.

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